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                      Attività UGUADILab
                    

Uguali e diversi:
progettare e sostenere la scuola delle differenze per una cittadinanza plurale

"Un semenzaio in classe" Progetto della classe 3 B

Scuola Primaria "A. Cavicchi" - a. s. 2013-14

Il video del Progetto

 

Progetto "ESSEALCUBO - Sapere, Saper fare, Saper essere"

In alcune classi della Scuola dell'Infanzia, Primaria e Secondaria si è avviato il progetto pilota di sperimentazione di pratiche di didattica inclusiva "Essealcubo – Sapere, Saper fare, Saper essere" che rappresenta l'ultimo step del progetto quadriennale finanziato dalla Regione Toscana Uguali e Diversi e che si svolge in collaborazione con la Facoltà di Scienze della Formazione (Università di Firenze) e del gruppo di ricerca della Regione Toscana.

La Funzione Strumentale Barbara Capanni

 Si tratta di percorsi diversificati in base alle necessità delle varie classi e nati dal bisogno di sperimentare una metodologia che, indipendentemente dai contenuti affrontati, sappia accogliere all'interno del processo di insegnamento-apprendimento tutti gli alunni, valorizzando le potenzialità di ciascuno di loro, migliorando il clima di scambio e collaborazione nella classe, favorendo la collaborazione nei team docenti.

            Gli insegnanti che adesso effettuano questa sperimentazione di didattica inclusiva, hanno preventivamente partecipato a tre incontri di formazione che si sono svolti nei mesi di Novembre e Dicembre su Empowerment, ossia favorire nuove modalità di comunicazione capaci di valorizzare qualsiasi forma di diversità, su Ascolto attivo, tecnica efficace per mediare i conflitti in classe, su strumenti di Etnografia per gli insegnanti (per esempio il diario di bordo) che consentano di effettuare un'auto-osservazione delle proprie interazioni potenziando il "terzo occhio".

            Questa sperimentazione rappresenta il passaggio finale di un percorso iniziato nell'a.s. 2010-2011 dalle nostre scuole prima come Direzione Didattica poi come Istituto Comprensivo e finalizzato alla elaborazione del Piano di Gestione delle Diversità in quanto strumento per garantire l'inclusione di tutte le diversità attraverso percorsi di trasformazione educativa e culturale.

Come si legge nell'introduzione all'Avviso per la selezione di proposte rivolte alla sperimentazione del Piano di Gestione delle Diversità

            Con la Delibera di Giunta Regionale n. 530 del 11/07/2008 “Per una scuola antirazzista e dell’inclusione”, la Regione Toscana ha richiesto a tutto il sistema scolastico del territorio di promuovere attivamente una cultura della convivenza, del dialogo e del rispetto tra identità, modi di essere, di pensare e di credere diversi, di attivare strategie per il superamento di comportamenti che incoraggiano il razzismo e un clima di conflittualità, di evitare che le diversità esistenti tra gli individui si traducano in atteggiamenti discriminatori e penalizzanti. Obiettivo regionale è in particolare la definizione, messa a punto e attuazione, da parte di ogni Istituto Scolastico, di un proprio Piano di gestione delle diversità, come stabilito al punto a) del deliberato della DGR 530/2008: “a) all’inizio di ogni quadrimestre in ogni classe ed in ogni scuola, alunni, insegnanti, ausiliari, dirigenti dedicheranno una giornata per la predisposizione del Piano di gestione delle diversità che dovrà identificare le criticità e gli obiettivi di sviluppo interculturale relativi al contesto scolastico e sociale in cui si opera; definire le modalità, le azioni ed i dispositivi da porre in essere per una gestione consapevole e intenzionale della ricchezza interculturale”.

Questa esigenza è ora recepita anche dal MIUR, che nella circolare n.8, 6.03.2013, chiede a tutte le istituzioni scolastiche italiane l’adozione di un Piano annuale per l’Inclusività da inserire nel P.O.F., creando appositi GLI (gruppi di lavoro per l’inclusione) e tenendo conto della precedente normativa relativa ai BES e ai PDP.

 

Nel quadro di tale obiettivi la Regione Toscana ha finanziato, fra il 2009 e il 2012, progetti sperimentali su tutto il territorio che, attraverso attività prevalentemente formative rivolte al personale scolastico, hanno avviato e sostenuto il processo di preparazione e supporto alla identificazione, elaborazione e sperimentazione del Piano di gestione delle diversità.

 

            I moduli formativi a cui hanno partecipato i nostri insegnanti nella prima fase del progetto sono stati: "Valutazione dei livelli di apprendimento e riconoscimento delle diversità nelle varie aree curricolari" e "Interculturalizzazione dei curricula:progetti pilota in aree disciplinari".

Al termine di questo anno scolastico, dopo la sperimentazione nelle classi di strategie e tecniche di didattica inclusiva, si prevede di organizzare dei momenti di condivisione e diffusione delle esperienze come occasione di scambio, riflessione e miglioramento delle metodologie nonchè come primo confronto sulla costruzione del Piano di Gestione delle diversità.

            La finalità ultima di questo percorso è quella di garantire una scuola che sappia rinnovarsi sul piano metodologico che non punti ad obiettivi minimi per tutti ma al massimo obiettivo che ciascun alunno può raggiungere, che sappia distinguere nell'infinità di lavoro proposto quanto è veramente utile per l'acquisizione profonda e quanto serve solo ai fini di un'interrogazione, che sappia costruire quotidianamente contesti in cui si realizzano "ordinari miracoli".

 

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